Sono IsaMarBuc, pseudonimo di Isabella Maria B., artista visiva di origine polacca, residente e attiva in Italia dal 1995. Il mio rapporto con le immagini nasce molto prima delle mie opere. Sono cresciuta in una famiglia legata alla fotografia, tra ritratti, immagini e lavoro manuale, ma anche con un forte legame con la natura, alimentato da viaggi e luoghi che ancora oggi porto con me: boschi, montagne, laghi, animali, cortecce, pietre, forme e dettagli che spesso sfuggono a uno sguardo distratto. Forse è anche da qui che nasce il mio modo di lavorare. Mi interessa ciò che mette in relazione l’essere umano con ciò che lo circonda: la natura come presenza, rifugio, forza, fragilità e talvolta come specchio delle nostre emozioni. Figure umane, animali ed elementi naturali entrano così nelle mie opere non come mondi separati, ma come parti di uno stesso dialogo.
Ho iniziato gli studi al Liceo Artistico e successivamente mi sono formata nell’ambito della moda, del modellismo e della stilistica. Il mio percorso, però, non ha seguito una strada accademica lineare. Negli anni ho continuato a imparare soprattutto attraverso la pratica, l’osservazione, la ricerca e la sperimentazione. Lavoro con disegno, pittura, tecniche miste e materia, ma è soprattutto la pirografia ad avere assunto un ruolo importante e riconoscibile nella mia ricerca. Mi piace definirla “dipingere con il fuoco”: il calore diventa segno, la bruciatura prende il posto del pigmento e, attraverso intensità diverse, nascono sfumature, chiaroscuri e profondità.
Il legno non è per me soltanto un supporto. Le sue venature, le imperfezioni, i nodi e le differenze naturali entrano spesso nell’opera stessa. Negli anni questa ricerca mi ha portata a sperimentare anche combinazioni tra fuoco, colore e materia, lasciando che sia l’idea a suggerirmi ogni volta il linguaggio più adatto. Non amo sentirmi racchiusa in una tecnica o in uno stile immutabile. Mi interessa poter cambiare, contaminare, provare. A volte un’opera nasce dal legno, altre da una figura, da uno sguardo, da un animale, da una materia trovata o semplicemente da una sensazione che cerca una forma.
Accanto alle arti visive coltivo anche la scrittura. Scrivo poesie, prose poetiche e testi per canzoni: un altro modo di dare forma a ciò che spesso un’immagine da sola non riesce a dire. Mi occupo inoltre di grafica e comunicazione visiva, collaborando alla realizzazione di cataloghi, pubblicazioni e materiali per mostre ed eventi culturali. Anche qui ritrovo qualcosa che appartiene da sempre al mio modo di pensare: mettere insieme immagini, parole, spazi e significati.
Sono una persona riservata e non amo particolarmente i riflettori. Preferisco che siano le opere, più della mia persona, a occupare il centro della scena. In fondo è lì che lascio la parte più autentica di me. Non considero il mio percorso concluso né definitivamente definito. Continuo a osservare, studiare, sperimentare e cambiare direzione quando un’idea lo richiede. La mia ricerca continua a costruirsi così: un segno, una materia, una parola e un’opera alla volta.