La parola pirografia deriva dal greco: “scrivere con il fuoco”. Ed è proprio questo che accade, letteralmente. Con una punta arroventata si incide il legno, si disegna bruciandolo, si scolpiscono luci e ombre senza l’uso di inchiostri o colori. Ma quando questa tecnica si fonde con una visione personale, con un messaggio, con un’urgenza espressiva, allora non si parla più solo di tecnica artigianale: si entra nel campo dell’arte.
La pirografia artistica non è fatta per compiacere, per decorare o per “riempire uno spazio vuoto”. È un linguaggio. È come dipingere, scolpire, scrivere poesia, solo che si fa con il fuoco.