Per molto tempo ho scritto in silenzio, lasciando che le mie parole restassero tra me e la mia riservatezza. Poi arriva un momento nella vita in cui ti chiedi: a cosa serve scrivere solo per me? Serve a stare bene, certo — scrivo perché mi piace scarabocchiare, in tutti i sensi. Ma poi ti chiedi: perché non condividere ciò che nasce dentro? Sarà maturità? Non lo so. Forse perché se una parola può incontrare qualcuno, farlo ritrovare in un pensiero scritto, magari aiutarlo emotivamente, chissà, allora vale il coraggio di uscire dal silenzio. È ovvio che alcuni scritti restano miei, custoditi gelosamente, ma ho deciso di lasciare andare la maggior parte. E no, questo non vuol dire che sono cambiata: amo ancora il mio spazio quieto, lontano dai riflettori. Ma dentro di me qualcosa si è mosso, chiedendo di trasformarsi in suono, in emozione condivisa. Qui apro una finestra su di me che scrive poesie e altri frammenti di scrittura, dove le parole si aprono anche a un linguaggio sonoro. A volte le poesie diventano canzoni, melodie capaci di raccontare ciò che le parole da sole non riescono a dire. Scrivere testi e ascoltarne la forma sonora è come dipingere con un’altra tavolozza — fatta di ricordi, malinconia, tristezza, gioia, stupore e fantasia. È lo stesso impulso che accende il mio fuoco artistico: il desiderio di raccontare ciò che sento e trasformarlo in poesia e dimensione sonora. Qui, ogni verso è un frammento d’anima che chiede solo di essere ascoltato. Questa raccolta comprende poesie originali, prose poetiche e testi creativi di IsaMarBuc, dove scrittura, arte e musica si incontrano in un unico percorso espressivo.